Le colline delle bollicine italiane iniziano dove finisce il lago: borghi, vigneti e cantine a pochi minuti dalle nostre case.
Tra la sponda sud del Lago d'Iseo e Brescia si stende la Franciacorta, un anfiteatro di colline moreniche coperte di vigneti che ha dato il nome alla più celebre bollicina italiana. Il Franciacorta DOCG è uno spumante metodo classico: la seconda fermentazione avviene in bottiglia, con lunghi affinamenti sui lieviti — lo stesso procedimento dello Champagne, con carattere tutto suo.
Le uve sono soprattutto Chardonnay e Pinot Nero, e le tipologie da conoscere si chiamano Brut, Satèn (la più morbida e cremosa, un'esclusiva della zona), Rosé, Millesimato e Riserva. Ma la Franciacorta non è solo un vino: è un territorio da girare con calma, tra abbazie, torbiere e borghi dove si mangia benissimo — e inizia a una manciata di minuti dalle nostre case sul lago.
La Strada del Franciacorta è un itinerario segnalato che cuce insieme vigneti, cantine e paesi. Questi sono i nomi da mettere in mappa.
Il cuore della Franciacorta: qui hanno sede molte delle cantine più note della denominazione, tra vigne ordinate e ville storiche. Il punto di partenza naturale di ogni tour.
I primi borghi del vino arrivando dal lago, sulle colline sopra Paratico: vigneti a perdita d'occhio e cantine a conduzione familiare accanto ai grandi nomi.
La porta tra vigne e lago: da qui si raggiunge in pochi minuti la riserva delle Torbiere del Sebino con il monastero di San Pietro in Lamosa affacciato sui canneti.
Rovato è la capitale gastronomica della zona — il manzo all'olio è il suo piatto — mentre Passirano conserva uno dei castelli meglio riconoscibili della Franciacorta.
La regola d'oro è una sola: prenotare. Le cantine della Franciacorta — dalle maison più celebri alle piccole realtà familiari — ricevono quasi sempre su appuntamento, con visite guidate ai vigneti e alle cantine di affinamento che si chiudono con la degustazione di due o più etichette. Nei weekend e nel periodo della vendemmia conviene muoversi con qualche giorno di anticipo.
Per il ritmo, il consiglio di chi ci vive: una o due cantine al giorno, non di più. Ogni visita merita un paio d'ore tra racconto e calici, e le strade tra i vigneti chiedono di essere percorse senza fretta. Chi degusta non guida: alternatevi al volante, oppure affidatevi ai servizi di tour con accompagnatore che operano nella zona.
Molte cantine hanno anche punti vendita diretti: portare a casa qualche bottiglia scelta dove nasce è metà del piacere.
Tra un calice e l'altro, la Franciacorta offre giornate piene anche a chi non beve. Le Torbiere del Sebino, riserva naturale tra Provaglio d'Iseo e il lago, si girano su passerelle di legno tra canneti e specchi d'acqua, con il profilo romanico del monastero di San Pietro in Lamosa a fare da quinta. È la passeggiata perfetta per la mattina, prima che le cantine aprano le porte.
Gli amanti dell'arte trovano abbazie e pievi disseminate tra le colline, mentre i ciclisti hanno strade secondarie e percorsi segnalati tra i filari, con pendenze quasi sempre gentili. E a tavola la zona gioca in casa: dal manzo all'olio di Rovato ai piatti di lago della vicina Clusane, ogni borgo ha la sua specialità da abbinare alle bollicine.
Le cantine accolgono tutto l'anno su prenotazione, quindi non esiste una stagione sbagliata. Il momento più scenografico è la fine dell'estate: tra la vendemmia e i primi colori dell'autunno le colline danno il loro spettacolo migliore, e il calendario si riempie di eventi enogastronomici. La primavera è l'alternativa perfetta per chi pedala o cammina: colline verdissime, temperature miti e meno traffico tra i filari.
Il vantaggio di dormire sul lago è proprio questo: spiaggia o Monte Isola al mattino, vigne al pomeriggio, cena in un borgo — tutto nel raggio di mezz'ora.
Il nostro Franciacorta Hills Loft è ad Adro, tra i vigneti; le case di Iseo e Paratico sono a dieci minuti dalle prime cantine.